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Daphne Maugham Casorati

“La colazione” (1929)Mostra antologica con più di sessanta opere comprese tra il 1919 e il 1970.

 

Proveniente da una famiglia inglese di diplomatici, artisti e famosi scrittori come lo zio William Somerset Maugham, Daphne Maugham Casorati seguì importanti studi di pittura a Parigi (1914-1921) all’Accademia Ranson con Paul Sérusier e Maurice Denis, dai quali apprese una concezione spiritualistica teosofica del fare arte; poi nell’atelier di Mela Muter e all’Accademia di André Lhote.

 

Dopo un perfezionamento alla prestigiosa Slade School of Art di Londra, nel 1925 si trasferì a Torino dalla sorella Cynthia, danzatrice nel Teatro di Gualino, per conoscere il pittore Felice Casorati che le aveva fatto un ritratto. Qui frequentò la scuola di pittura, fino al matrimonio nel 1931, allietato dalla nascita del figlio Francesco nel 1934. Dopo un breve periodo casoratiano, la sua pittura ritorna verso un naturalismo ricco di cromatismi strutturali, dove riappare la sua educazione francese e inglese, di tipo luministico. Personalità affermata, fu presente nelle principali Biennali di Venezia dal 1928 al 1950 e ricevette numerosi premi.

 

Nella mostra viene documentato innanzitutto il primo periodo francese con piccole opere intorno agli anni Venti, caratterizzato dall’uso tattile di colori puri e dal sintetismo della visione pittorica, seguito da un gruppo di opere del periodo della sua frequentazione a Torino della Scuola di Casorati, negli anni compresi tra il 1926 e il 1930 che riflettono l’influenza del maestro delle volumetrie e negli spazi prospettici, plasticamente elaborati.

 

Nei decenni seguenti si volse alternativamente verso ricerche espressioniste o astratteggianti, e verso ritorni a reminiscenze simboliste in opere sempre caratterizzate da una raffinata elaborazione cromatica e spaziale.

 

Con la sua cultura e le sue doti pittoriche ha affiancato Felice Casorati, che ne fu in parte influenzato, in particolare nelle opere dipinte en plein air. Di natura schiva e riservata, ne visse quasi all’ombra, anche quando la loro casa era al centro della vita intellettuale torinese, frequentata da Lionello Venturi, Giacomo De Benedetti, Carlo Levi, Mario Soldati, Giacomo Noventa, i musicisti Casella e Ghedini, gli architetti Saroris e Rigotti. La mostra è completata con il Ritratto di Daphne 1928 di Felice Casorati; da due opere della madre Beldy, una della sorella Clarisse Maugham Farrell e del figlio Francesco.

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Jeudi, 03 Décembre 2009 08:50
Mis à jour ( Vendredi, 30 Septembre 2011 10:25 )
 
Ecrit par Redazione ASTO
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