Messaggio
Home > Il patrimonio > Percorsi > Finanza e ancien régime

Economia e finanza nell’ancien régime

L’ordinamento settecentesco degli Uffici adibiti alla gestione economica e finanziaria dello Stato sabaudo era molto complesso e articolato, comprendendo organi di recente istituzione e altri dalla storia ormai plurisecolare. Cuore dell’amministrazione finanziaria sabauda era l’Ufficio Generale delle Finanze. Istituito dal duca Emanuele Filiberto nel 1564, aveva il compito della gestione finanziaria dello Stato.
L’archivio dell’ufficio generale, diviso in due parti, non riflette più il funzionamento dell’organismo poiché le carte vennero ordinate per materia in due momenti successivi: acque, boschi, caccia e pesca, misure e pesi, ponti e strade, prigioni, teatri, perequazione del Piemonte sono solo alcune delle serie per materia costruite con i documenti dell’Ufficio Generale delle Finanze.

Al generale di finanze erano subordinati:

  • l’Azienda delle Gabelle;

  • la Tesoreria Generale, dalla quale dipendevano le Tesorerie provinciali;

  • le Intendenze − per alcune delle quali (Ivrea, Pinerolo e Susa) l’Archivio di Stato di Torino conserva il fondo archivistico − che da fine Seicento rappresentavano il potere sovrano a livello provinciale svolgendo funzioni di amministrazione attiva sui territori non infeudati e di sorveglianza sulle comunità locali sotto il profilo della regolarità del meccanismo fiscale. L’Archivio di Stato di Torino conserva anche un frammento del fondo archivistico dell’Intendenza di Torino, distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale.


L’attività finanziaria dello Stato era sottoposta al vaglio di alcuni organi di controllo, tra cui la Camera dei Conti. Creata nel medioevo, originariamente unitaria e residente a Chambéry, nel 1577 venne divisa in Camera dei conti di Piemonte, con sede a Torino, e di Savoia, con sede a Chambéry. Nel 1720 la Camera dei Conti di Savoia venne soppressa e le sue competenze furono accentrate nella Camera residente a Torino. La Camera dei Conti esercitava il controllo contabile sull’amministrazione sabauda, aveva giurisdizione in materia fiscale e patrimoniale e registrava i provvedimenti sovrani in materia economica.

Tra le sue competenze principali vi erano:

  • il controllo contabile;

  • l’acquisizione della documentazione riguardante vendite, donazioni, concessioni di feudi, retrofeudi, enfiteusi di pertinenza del demanio e del patrimonio ducale;

  • la ricezione, per un parere, di tutti i contratti del principe per l’alienazione di qualche sua giurisdizione o di parte del demanio;

  • la materia feudale (devoluzioni, successioni, caducità e affrancamento dei feudi, investiture, giuramenti di fedeltà di nobili e vassalli);

  • l’interinazione (vale a dire l’iscrizione su appositi registri) delle patenti e degli editti sovrani;

  • l’autorizzazione agli accensamenti delle varie entrate (dazi, gabelle, pedaggi);

  • la sorveglianza sullo sfruttamento di miniere, montagne, boschi, la concessione dell’autorizzazione a costruire mulini, a utilizzare le acque, la manutenzione delle vie pubbliche;

  • la sorveglianza sulla valuta delle monete, sulla loro lega e bontà e la gestione della Zecca;

  • la giurisdizione, fino al 1733, sui beni dei vescovati, arcivescovati, abbazie e priorati di nomina regia, che venivano gestiti in epoca di vacanza del titolare;

  • il giudizio in cause, anche tra privati, in cui era interessato il demanio, nei processi per contrabbando, in quelli relativi ai diritti feudali e a beni confiscati per mancato pagamento delle tasse e nei processi criminali in cui erano coinvolti funzionari camerali o contabili accusati di malversazione, falso e abuso.

Questo insieme di competenze rende l’archivio camerale una miniera inesauribile di informazioni sull’attività amministrativa degli stati sabaudi: Conti delle castellanie, Feudalità, Nobiltà e armi gentilizie, Contratti, Consegnamenti, Conti delle fortificazioni e delle Fabbriche di Sua Altezza, Gabelle, Milizia, Emolumenti, Conti generali approvati, Sentenze criminali costituiscono solo alcune delle serie create dagli archivisti dell’Ottocento per raggruppare la documentazione prodotta dalla Camera dei Conti di Piemonte.


Altro organo di controllo era il Controllo Generale delle Finanze. Sorto nel 1575 e ristrutturato nel 1717, esso registrava tutti gli ordini di pagamento dello Stato, specie quelli derivanti da lettere patenti o biglietti regi. Compito del Controllo era quello di verificare, per ogni mandato di pagamento emesso da un ufficio statale, la legittimità dei titoli di spesa e la regolarità delle procedure (puntualità e rispetto delle priorità nei pagamenti, precisione delle registrazioni a bilancio ecc.) e di segnalare irregolarità eventualmente riscontrate. Sorveglianza sui singoli bilanci annuali dei vari uffici ed elaborazione, insieme al generale di finanze, del bilancio generale annuo dello Stato erano altre mansioni specifiche del Controllo. Nel suo Archivio si conservano le serie più complete dei bilanci generali dello Stato sabaudo, che documentano l’effettivo esercizio di tutte le funzioni che comportavano impegno di danaro. Non di rado, il bilancio indica anche il nominativo delle persone preposte alle funzioni pubbliche.


Anche il Consiglio delle Finanze, infine, ricostituito da Vittorio Amedeo II nel 1717, svolgeva un ruolo consultivo di controllo nell’ambito dell’amministrazione finanziaria. Le sue attribuzioni vennero specificate dai “Regolamenti di S.M. pel governo economico delle aziende” emanati il 28 giugno 1730. Tale ente esaminava gli affari e i problemi concernenti le finanze, vigilava sull’osservanza della relativa normativa, sovraintendeva all’attività economica delle aziende e vagliava le proposte inerenti il personale.


L’Azienda della Real Casa, creata nel 1730 e retta da un intendente generale, costituisce un’altra fonte di primaria importanza per le finanze sabaude. Di origini antiche, risalente, nel suo nucleo originario, almeno al duca Amedeo VIII, aveva il compito di amministrare tutto ciò che concerneva la casa (vale a dire il patrimonio) e la camera (vale a dire la persona) del re e le scuderie: Regie Mandrie, Azienda economica della Venaria Reale, Quadri, mobili, oggetti, Fabbriche e fortificazioni, Scuderie, Spese per matrimoni, Spese per uffici di bocca e cucina, Vestiario rappresentano solamente alcune delle serie di questo importante fondo finanziario.


Il fondo Materie economiche, infine, rappresenta una delle sette grandi suddivisioni dell’impostazione per materie data nel Settecento all’Archivio di Corte. I documenti, pervenuti per il tramite della Segreteria di Stato o dai diversi settori dell’attività statale, risponde nella sua impostazione a quelli che, secondo il Regolamento per le segreterie di Stato e di Guerra del 1742, erano gli obiettivi del perfetto governo: “religione; sanità; abbondanza de’ viveri; scienze e arti liberali; commercio; pubblica tranquillità”. Tali obiettivi si ritrovano nelle serie del fondo Materie economiche per categorie, che comprende documenti del governo politico più direttamente collegati all’amministrazione economica e finanziaria dello Stato; Commercio; Istruzione pubblica; Sanità pubblica; Provvidenze economiche, vale a dire provvedimenti in via amministrativa per garantire, reprimendo gli abusi, “la pubblica tranquillità dalla corruzione dei pubblici costumi” o di porre rimedio ai danni subiti da terzi “nella persona, nei beni e nell’onore”.

Scritto da Redazione Web ASTO   
Venerdì 16 Ottobre 2009 10:03
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 19 Marzo 2012 17:41 )
 
Creato da Redazione ASTO
Data creazione: Non definita
Ultimo aggiornamento (Non definito)