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News dall'Archivio

Scritto da Redazione ASTO
Venerdì 15 Maggio 2009 14:41
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 28 Luglio 2017 10:32 )

"L'archivistica, parola plurale"

Incontro con Federico Valacchi

13 giugno 2017 - Ore 15-17

Archivio di Stato

piazza Castello 209 - Torino

"L'archivistica, parola plurale"

Martedì 13 giugno, presso l'Archivio di Stato di Torino - piazza Castello 209, aula della Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica,  il prof. Federico Valacchi, docente ordinario di archivistica e archivistica informatica presso l'Università di Macerata, incontrerà gli allievi della Scuola. L'iniziativa è aperta a tutto il nostro affezionato pubblico.


Scuola di Archivistica Paleografia e Diplomatica - Lezione di Archivistica

Incontro con PAOLA CARUCCI in Archivio di Stato.

6 giugno 2017 - Ore 15 - 17,30

Archivio di Stato di Torino

piazza Castello 209, aula Scuola APD - Torino

"Le fonti archivistiche. Ordinamento e conservazione", "Il documento contemporaneo. Diplomatica e criteri di edizione", "Manuale di archivistica per l'impresa", "Manuale di archivistica".
Incontro con PAOLA CARUCCI in Archivio di Stato martedì 6 giugno 2017 dalle 15 alle 17,30

L'iniziativa è destinata agli allievi della nostra Scuola, ma aperta anche al nostro affezionato pubblico.


Torino e la sua provincia nel Settecento

Conoscere per governare: la città capitale e il territorio

17 maggio 2017 - Ore 16,45

Archivio di Stato, Sezione Corte

Piazzetta Mollino, 1 - Torino

Torino nel Settecento era la capitale degli stati sabaudi, e dunque sede della corte e delle istituzioni centrali di governo del paese, ma era anche il capoluogo della provincia più popolata e tra le più estese del Piemonte.
 Tra la metà del Seicento e la seconda metà del Settecento Torino era cresciuta in dimensioni, popolazione e importanza, diventando la degna sede di una monarchia che voleva contare sempre di più in Europa. La crescita di Torino era avvenuta sfruttando le risorse materiali e umane fornite anzitutto dal territorio provinciale, che era stato profondamente trasformato dalle esigenze politiche, economiche e rappresentative della dinastia.  
 Intorno alla città murata e ai suoi borghi si estendeva il contado, amministrato della municipalità. Sulla collina di Torino erano sorte le vigne e le case di villeggiatura dei torinesi nobili e ricchi. Nel restante territorio prevalevano le comunità con meno di mille anime ed i villaggi. Intorno alla città i Savoia avevano fatto costruire fastose dimore, per la caccia e le feste della famiglia ducale e della corte, emulando il prestigio le famiglie regnanti d’Europa. Le residenze extraurbane erano anche centri di produzione di derrate alimentari e di manufatti, che affluivano alla città attraverso una rete di strade che solcavano a raggiera la campagna torinese.
Torino aveva soffocato il Piemonte? Certamente il rapido sviluppo della città era stato in larga misura determinato da una massiccia immigrazione a corto e a medio raggio, definitiva o stagionale, che aveva impoverito altri centri cittadini, privandoli del fior fiore della nobiltà e di un attivo ceto medio, fatto di professionisti, mercanti, artigiani; ma l’attrazione esercitata dalla capitale avrebbe anche avuto ricadute positive sulla folla di uomini e donne provenienti dalle montagne e dalle aree rurali, che avrebbero trovato a Torino opportunità di lavoro e di promozione sociale.


Note: Visita alle sale dei Regi Archivi alla scoperta di alcuni antichi documenti esposti solo per l’occasione e dialogo con la prof. Donatella Balani, nell'ambito del Ciclo di conferenze sulle province sabaude di Antico Regime


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