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Economia e finanza durante la Restaurazione

Dopo l’età napoleonica, per la quale i documenti di natura finanziaria sono conservati nel fondo Atti in materia finanziaria dell’Amministrazione francese (1798-1814), il ritorno dei Savoia comportò il ripristino di buona parte delle antiche magistrature.
La Camera dei Conti e il Controllo Generale di Finanze, soppressi durante il periodo francese, ripresero la loro attività fino al 1859, quando le loro competenze passarono alla nuova Corte dei Conti, prima del Regno di Sardegna, quindi del Regno d’Italia.
Anche il Consiglio delle Finanze venne ripristinato nelle sue funzioni, che furono anzi accresciute: nel 1831, però, il Consiglio venne soppresso e le sue funzioni passarono al Consiglio di Stato.
L’antico Ufficio Generale delle Finanze assunse invece nel 1815 il nome di Generalato di Finanze, quindi dal 1817 di Segreteria di Stato delle Finanze per poi divenire, nel 1841, Regia Segreteria di Stato per gli Affari dell’Interno e delle Finanze e infine, nel 1844, Ministero di Finanze. Il fondo del Ministero delle Finanze, come quello del suo antesignano settecentesco, venne ordinato per materie, andando a costituire il cosiddetto Archivio sistemato. Secondo la legge 23 marzo 1853, il Ministero di Finanze risultava così strutturato: Segretariato Generale, Direzione Generale delle gabelle, Direzione Generale del tesoro, Direzione Generale delle tasse e del demanio.

All’Archivio del Ministero delle Finanze vennero inoltre aggiunti i fondi di vari Uffici finanziari le cui competenze erano confluite nel Ministero stesso: l’Azienda Generale delle Finanze, istituita nel 1817 e ripartita nelle divisioni Insinuazione e demanio, Contabilità generale, Contribuzioni dirette; la Direzione Generale del Debito Pubblico, istituita nel 1819, cui nel 1850 fu affidato il servizio della Cassa depositi e prestiti di Torino; la Direzione Generale Imposte Dirette e Catasto; l’Ispezione Generale dell’Erario, creata nel 1817, le cui competenze passarono nel 1853 alla Direzione generale del Tesoro; il Lotto, atti dell’Amministrazione del Regio Lotto riordinata nel 1820 e operante fino al 1852, con documenti relativi a ricevitori, banchi e casse; la Segreteria di Stato per gli Affari di Sardegna ricostituita nel 1833 e definitivamente soppressa nel 1847, quando le sue competenze passarono alla Segreteria di Stato per gli Affari Interni e le Finanze; l’Amministrazione delle Regie Zecche, fino al 1823 sottoposta alla vigilanza della Camera dei Conti, quindi costituita in amministrazione speciale.
Nell’Archivio del Ministero delle Finanze è inoltre confluito quello dell’Azienda Savoia-Carignano, contenente documenti relativi ai beni dell’appannaggio Savoia-Carignano e ad altri beni privati della casata, ceduti alle Regie Finanze a titolo di devoluzione o mediante apposita convenzione al momento dell’ascesa al trono di Carlo Alberto.

L’Azienda Generale della Real Casa assunse nel 1817 le competenze della soppressa Azienda delle Fabbriche e Fortificazioni relativamente alle “fabbriche di reale abitazione od uso e loro dipendenze”. In seguito a ciò l’Azienda, diretta dall’Intendente Generale della Real Casa, fu divisa in due divisioni: Servizio diretto della Casa di S.M. e Reali palazzi e fabbriche. Nel 1821 Carlo Felice aggiunse una terza divisione, costituita da personale proveniente dall’Intendenza Generale della Casa del Genevese, addetto al servizio di bocca del sovrano. Nel 1832 Carlo Alberto divise l’Azienda in quattro Uffici: Mantenimento ordinario della Real Casa; Reali Palazzi e Fabbriche, Parchi e Giardini, Cappelle e Opere pie, Guardamobili, Oggetti d’Arte; Personale, Protocollo, Spedizione ed Archivi; Contabilità generale. In seguito all’emanazione dello Statuto Albertino, nel 1848, l’Intendente generale assunse il titolo di Sovrintendente generale della Lista Civile; la Sovrintendenza, che aveva il carattere di amministrazione privata, indipendente dai Dicasteri dello Stato e dal Controllo Generale, amministrava i beni immobili e mobili di dotazione della Corona e le spese relative.

Nel 1856 il Sovrintendente Generale della Lista Civile divenne Ministro della Casa del re (vedi i fondi relativi a Regno di Sardegna e Regno d’Italia). Nel 1865 il trasferimento della Real Casa a Firenze fece sì che i beni immobili della lista civile esistenti nel territorio degli antichi Stati fossero amministrati dall’Intendenza Generale della Real Casa (vedi i tre fondi Sovrintendenza Generale del Patrimonio Privato di S.M. 1866-1872; 1873-1887; 1920-1946). Nel 1884, infine, fu emanato il “Regolamento pel riparto degli Uffici e del personale amministrativo della Lista Civile”, che stabiliva a livello provinciale otto direzioni provinciali fra cui la Direzione Provinciale di Torino (due fondi; Direzione Provinciale della Real Casa di Torino e Direzione Provinciale della Real Casa di Torino 1879-1946), preposta alla gestione dei beni mobili e immobili di dotazione della Corona e, in certi casi, dei beni privati del re.

Versati all’Archivio di Stato dall’Amministrazione finanziaria sono anche i fondi catastali, di estrema importanza per la storia economica e sociale del territorio piemontese. Quattro le principali articolazioni dei fondi catastali, corrispondenti a diversi soggetti produttori e diverse fasi della storia istituzionale:

Scritto da Redazione Web ASTO   
Martedì 15 Dicembre 2009 10:03
Ultimo aggiornamento ( Giovedì 26 Gennaio 2012 11:37 )
 
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