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Cartellino dello schedario cartaceo

Pratiche Cemento Armato

Il r.d. 16 novembre 1939, n. 2229 aveva previsto che «ogni opera di conglomerato cementizio semplice od armato» fosse «costruita in base ad un progetto esecutivo firmato da un ingegnere ovvero da un architetto». Prima dell’inizio dei relativi lavori i costruttori erano tenuti a presentare alla prefettura territorialmente competente una denuncia, corredata di una copia del progetto di massima, per rendere possibili, in ogni momento, ispezioni sulla congruità delle opere eseguite nei cantieri. Al termine dei lavori il committente, per ottenere la licenza di uso della costruzione, era tenuto a presentare alla prefettura il certificato di collaudo delle opere, redatto da un ingegnere iscritto all’albo. Per le opere eseguite per conto dello Stato non era necessaria la denuncia alla prefettura.

Tale procedura rimase in vigore fino all’approvazione della legge 5 novembre 1971, n. 1086 che previde l’obbligo di denuncia agli uffici del Genio civile che di lì a pochi mesi, col d.p.r. 15 gennaio 1972 n. 8, sarebbero transitati sotto la competenza delle Regioni. Dopo il giugno 1972 le denunce “ordinarie” delle opere in cemento compiute in provincia di Torino sono conservate presso i competenti uffici regionali in via Belfiore 23 (tel. 011-4323897/116), mentre la Prefettura di Torino continuò ad esercitare la competenza in materia di concessione di licenze d’uso per opere per le quali fosse stata presentata denuncia prima di tale data o, in sanatoria, per opere non denunciate.

Presso l’Archivio di Stato di Torino si conservano le pratiche di denuncia presentate alla Prefettura di Torino a partire dal 1955 e fino al 1995, giunte in due distinti versamenti risalenti al 1980 e al 1997, per complessive 3.557 buste, per oltre 40.000 fascicoli.

La schedatura dei fascicoli e la ricerca

La denuncia era inoltrata alla Prefettura a nome del committente dell’opera e repertoriata cronologicamente secondo la data di presentazione. La ricerca dei fascicoli era resa possibile da uno schedario cartaceo, oggi disponibile in Sala di studio, composto da cartellini ordinati secondo il nome del committente e riportanti la data di presentazione della denuncia, il relativo numero di protocollo, l’indirizzo, il tipo di costruzione. I registri di protocollo dell’Ufficio controllo opere in cemento armato della Prefettura, parimenti disponibili in Sala di studio, consentono la ricerca delle pratiche per le quali non si disponga del nome del proprietario e delle quali si conosca soltanto il periodo di presentazione che, occorre ricordarlo, può essere anche molto distante dalla data di rilascio della licenza d’uso.
La schedatura dei fascicoli delle denunce, iniziata alcuni anni fa presso l’Archivio di Stato di Torino e tuttora in corso, consente la ricerca attraverso un database che riporta per ciascuna pratica alcuni elementi essenziali: il numero di unità archivistica di conservazione, il numero di fascicolo, il nome del committente, l’indirizzo e il comune dove l’opera in cemento era situata e il tipo di fabbricato.
Al momento della pubblicazione (agosto 2014) la banca dati online riporta, quasi esclusivamente, i dati relativi al primo versamento, riferiti pertanto al periodo 1955-1970.

Scritto da Redazione Web ASTO   
Lunedì 04 Agosto 2014 14:27
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 18 Agosto 2014 20:08 )
 

Pratiche Cemento ArmatoPREFETTURA DI TORINO - PRATICHE CEMENTO ARMATO
La banca dati online dei 40.000 fascicoli relativi alle denunce di opere in cemento armato presentate alla Prefettura di Torino nell’arco cronologico 1955-1995.

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