MOSTRA
Archivio di Stato di Torino
13 settembre-14 ottobre 2018

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La mostra dell’artista israeliana Orna Ben-Ami approda a Torino dopo le esposizioni di Agrigento, Matera e Ferrara.

La personale di Ben-Ami a cura di Ermanno Tedeschi – attraverso 23 opere d’arte – affronta un tema delicato: l’indagine sul fenomeno delle migrazioni che, ieri come oggi, è oggetto di discussione, di confronto, di sofferenza e di cambiamento. La valigia è l’elemento centrale della rassegna e del lavoro dell’artista che modula le sue sculture metalliche fondendole e sovrapponendole a foto di migrazioni dei fotoreporter della Reuters così come a istantanee d’epoca post bellica.

Predomina l’oggetto sulla persona, spesso gli scatti sono abbassati d’intensità e i migranti colti quasi di sorpresa in cammino o in un momento di riposo paiono ombre, mentre l’elemento di ferro fuso emerge e diventa protagonista: valige, sacchi, bauli, zaini raccontano però molto di più dell’odissea del migrante. Spiega il curatore Ermanno Tedeschi: “Orna con la sua sensibilità narrativa ci porta immediatamente a domandarci di loro e a immedesimarci con loro; in questo sta la sua grandezza artistica. Veicola verso una compressione umana per le sorti dell’altro.”
Le sculture fuse, a dimensione reale, dell’umile brandina con il materasso arrotolato, la panchina con una povera coperta sotto la quale si intuisce la forma di un corpo, ci fa chiedere: cosa succede dopo? Dopo le code dei migranti ai confini o lungo le vie ferrate. Donne e bambini che compaiono negli scatti narrano un preciso istante della vita da migrante, oppure di ciò che resta di loro: un orsacchiotto in fondo ad una cassetta.
Osservando le opere di Ben-Ami possiamo dunque guardare alle vite dei migranti, travolti dal corso della storia e immaginare i loro desideri, speranze, sopravvivenze e necessità, con un forte richiamo ai continui cambiamenti di oggi. Quali sono state le loro paure? Cosa portavano con sé? Come guardavano al futuro? Quali erano i loro “bagagli di vita”?

II percorso espositivo segue le linee tematiche della narrazione di migrazione, incentrandosi sull’infanzia, la solitudine e la moltitudine.

Orna Ben-Ami è nata in Israele nel 1953. Durante il servizio militare è stata la prima donna corrispondente della radio militare “Galgalei Zanai”. Ha lavorato per la radio nazionale israeliana e ha cominciato a studiare Relazioni internazionali e Storia all’Università Ebraica di Gerusalemme. Il passaggio dal lavoro con le parole al lavoro con i materiali è cominciato con lo studio delle tecniche orafe e l’arte di lavorare il ferro al Jerusalem Technological Center. Dal 1990 al 1992 ha studiato scultura al Corcoran School of Art a Washington, DC, e più tardi ha continuato i suoi studi in Storia dell’Arte all’Università di Tel Aviv. Dal 1992 Orna Ben-Ami continua a scolpire e a usare il ferro come materiale privilegiato per le sue espressioni artistiche. Dal 1994 si dedica alla scultura di metalli utilizzando tecniche apprese studiando l’artigianato orafo e le fusioni del ferro. Le sue opere privilegiano temi a sfondo sociale. Ha esposto in Israele, a New York, in varie città degli Stati Uniti d’America, in Messico e a Taiwan.

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Dicono di noi: una recensione a cura di Elena Loewenthal

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La mostra, curata da Ermanno Tedeschi, è organizzata dall’Associazione ACRIBIA ed è patrocinata dall’Ambasciata Israeliana in Italia.