Tentata copula, con la nuora Margherita, con scandalo della popolazione di Corzione; aver opposto resistenza all'arresto, tentando di scaraventare in un fosso, il messo del podestà Giovanni Battista Dacamino; aver detto parole ingiuriose contro il parroco che lo aveva rimproverato, per tale reato è già stato condannato con sentenza contumaciale del 27 luglio 1751, a un tratto di corda e pagamento delle spese
Luogo e data reato
[luogo non indicato] 1750, novembre 17
Pena
Scarcerazione, pagamento delle spese definite dal relatore della causa