Avere avvelenato sua moglie Angela per sposare Caterina Succhio, il cui marito era stato in precedenza avvelenato ; avere ferito con colpo di coltello sua madre Cesarina; furto di catene di viti ai danni del capitano Sartoris; avere usato disprezzo contro gli ufficiali di giustizia del Tribunale di Agliè; avere ostruito una falsa causa criminale, in qualità di luogotenente e podestà di Baldissero, contro Giacomo Silva
Luogo e data reato
[luogo non indicato] 1737, ottobre 1 e 24; 1738, marzo 17
Pena
Per l'avvelenamento: assoluzione senza pagamento delle spese; per gli altri reati: pubblica emenda, servizio come rematore sulle navi regie per 10 anni, indennizzo dei danneggiati e pagamento delle spese