Truffe ai danni di più persone e soprattutto ai danni di Pietro Francesco Fabre; discorsi e parlate calunniose contro l'ufficio dell'Uditorato Generale; malversazione nell'ufficio di maresciallo di logis, essendosi appropiato del prezzo di 7 mantelli, venduti, e di 409 lire e 15 soldi ricavate dalla vendita di piazze di fieno e biada; avere fabbricato una falsa scrittura di convenzione tra lui e il marchese Antonio Litta di Milano, secondo la quale il marchese era creditore della somma di 200000 lire
Pena
Emenda davanti all'Uditore Generale, 3 anni di carcere, da computarsi dal giorno dell'arresto, indennizzo dei danneggiati e pagamento delle spese; per le malversazioni d'ufficio: assoluzione senza pagamento delle spese, fatto salvo il diritto al capitano del reggimento di citarlo in causa civile