Avere scritto una lettera all'abate don Panfilio Beltrambi, allora residente in Roma, perché pregasse monsignor Roero, vescovo di Acqui, di emettere un arbitrato favorevole a suo nipote, il conte Guido Scatti, minacciando di pubblicare un editto con cui avrebbe chiamato all'esame tutti i sacerdoti e che il sacrificato sarebbe stato l'abate Beltrambi
Luogo e data reato
[luogo non indicato] 1734
Pena
Pubblica emenda da farsi al palazzo vescovile di Acqui, alla presenza di monsignor Roero e del Prefetto del Tribunale di Acqui, dei canonici della Cattedrale, dei sindaci della città e dei consiglieri e pagamento delle spese