Reato
Avere incitato i fratelli a schiaffeggiare Irene Bernero, che li diffamava; avere tentato di introdursi nella casa di Irene Bernero per schiaffeggiarla; avere circondato, ingiuriato e minacciato Carlo Crotti, rifugiatosi in chiesa; essersi introdotto, per mangiare e dormire, nella casa dei Nazari e avere istigato uno dei figli a rubare grano dal granaio del padre; avere ingiuriato, armato di spada, Antonio Canavesio e Guglielmo Mattalia; avere insultato, con una spada, sulla pubblica strada, il procuratore Paolo Antonio Mondino; avere inseguito Michele Marengo, scagliandogli contro delle canne; avere obbligato, armato, i soldati a rilasciare suo padre, arrestato per debiti; resistenza, con spada alla mano, al notaio Morano, che procedeva, su istanza del conte di Ussolo, a un'esecuzione contro suo padre; insulto contro il notaio Morano, che procedeva contro suo padre, su richiesta di Carlo Audifredi; avere convinto Giovanni Renzo a recuperare dal Monte di Pietà dei dorini con il pretesto di dargliene di nuovi; truffa al gioco ai danni di Carlo Antonio Barbero; avere avuto violenta copula carnale con Giovanna Maria Levis; avere insultato nell'onore Lucrezia Sebastiano e avere tentato di avere commercio carnale con lei, forzando la porta di casa; avere tagliato salici in un prato di Carlo Albertino Bertini; avere scagliato un colpo di canna contro Giovanna Maria Merlo e avere ferito, con colpo di spada, il marito che la difendeva; avere insultato l'oste Giacomo Filippo Blangero; avere colpito, con colpi di canna, i fratelli Pupeno; sospetto di furto di denari ai danni di Giovanni Griusa; persona temuta da tutti nella città di Savigliano, in quanto solito a contrasti, risse e querele, diffamato per essere istigatore di furti ai danni di familiari, frequentatore di osterie e giochi