L’archivio storico del Museo delle Antichità Egizie è consultabile in digitale sul sito dell’ASTo.

La pubblicazione, forse la prima del suo genere in Italia, è stata resa possibile da un progetto di collaborazione fra l’Archivio di Stato di Torino e il Museo Egizio – uno dei più importanti musei di antichità egizie al Mondo, il più antico dedicato interamente alla cultura egizia – che ha portato alla riproduzione digitale della maggior parte dei documenti del fondo archivistico.

Il Museo Egizio di Torino

Il Museo fu fondato a Torino intorno al 1824 per volontà del re di Sardegna Carlo Felice, che decise di acquistare la collezione di antichità egizie di Bernardino Drovetti, un piemontese che aveva seguito Napoleone in Egitto fino ad assurgere al ruolo di Console Generale di Francia. Nel corso della sua permanenza, Drovetti aveva collezionato reperti archeologici, arrivando a raccogliere più di 8.000 pezzi.

Nato inizialmente come costola del Museo di Antichità di Torino, venne collocato fin da subito nel palazzo del Collegio dei Nobili sede dell’Accademia delle Scienze di Torino, che ancora oggi è la sua sede istituzionale.

Quando, nel 1939, divenne Soprintendenza alle Antichità-Torino II-Egittologia, alle dipendenze del Ministero dell’Istruzione, il Museo aveva ormai acquisito la sua autonomia rispetto al Museo di Antichità.

Nel 1971, pochi anni  prima del passaggio dal Ministero della Pubblica Istruzione al neonato Ministero dei Beni Culturali costituitosi nel 1975, il Museo assunse il nominativo di Soprintendenza alle Antichità Egizie.

Nel 2004 infine, il Museo divenne Soprintendenza Speciale alle Antichità Egizie per trasformarsi quindi nello stesso anno nella Fondazione Museo delle Antichità Egizie, un soggetto istituzionale del tutto nuovo in cui sono presenti il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo tramite la Soprintendenza per i Beni archeologici del Piemonte, la Città di Torino, la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, la Compagnia di San Paolo, la Fondazione CRT.

Fu nell’anno successivo, il 2005, che l’Archivio di Stato di Torino prese in carico il primo dei tre versamenti  che costituiscono l’attuale archivio del Museo delle Antichità Egizie di Torino, in gran parte visibile sul web.

Cosa si può trovare nell’archivio del Museo Egizio?

L’archivio è la testimonianza dell’attività svolta dal Museo egizio dai primi anni della sua esistenza fino alla sua trasformazione in Fondazione.

Saranno pertanto presenti carte a carattere amministrativo (ad esempio contabilità ed economato, direzione, personale) e scientifico (come missioni archeologiche e scavi, corrispondenza, mostre e congressi, fotografie e calchi, studi).

Tra il materiale digitalizzato, prevalentemente quello di natura scientifica, si potranno pertanto reperire oltre al resto lettere , relazioni, studi dei principali egittologi che lavorarono per il Museo, insieme ai loro diari e taccuini delle campagne di scavo, disegni, schizzi e planimetrie di tombe, piramidi, templi o altri monumenti , fotografie delle aree di scavo, degli oggetti rinvenuti durante le ricerche archeologiche o di quelli conservati in altri musei del Mondo.

Un’importante integrazione alle carte del Museo è costituita dall’archivio di Giuseppe Botti, un egittologo piemontese  tra i primi esperti in Italia di scrittura demotica, e da “Materie economiche-Istruzione pubblica-Musei e altri stabilimenti scientifici“, che conserva molte carte relative ai primi anni di vita del Museo.

Guida alla consultazione delle immagini sul web

Le immagini dell’archivio del Museo Egizio visualizzabili sul sito web dell’Archivio di Stato sono circa 80.500. Sono state escluse dal progetto di digitalizzazione solamente le carte di carattere più strettamente amministrativo, liberamente consultabili comunque in originale, salve eventuali eccezioni dovute alla tutela della privacy, presso la sala di studio della Sezione “Corte”.

Per consultare le immagini, si consiglia di sfogliare virtualmente gli inventari del primo versamento, del secondo versamento e del terzo versamento, o quelli degli archivi Giuseppe Botti e Musei e altri stabilimenti scientifici, tutti consultabili in pdf e interrogabili mediante ricerche per parola.

Una volta individuati i documenti che interessano, si potrà accedere direttamente alla pagina della banca dati del patrimonio relativa al Museo delle Antichità Egizie.

Dalla pagina del Museo delle Antichità Egizie sarà possibile navigare la struttura fino alle unità archivistiche (mazzi), raggiungibili dall’ultimo livello dell’albero di navigazione mediante il comando “Visualizza e unità archivistiche associate“.

Selezionando il link associato a ogni unità archivistica sarà possibile visualizzare i singoli fascicoli e la sintetica descrizione del loro contenuto. Cliccando su uno dei fascicoli si apriranno le immagini digitali contenute al suo interno, liberamente navigabili,  con la possibilità di ingrandirle, ruotarle e farle scorrere.

CREDITS

Progetto di digitalizzazione nato dalla collaborazione fra

Ideazione: Christian Greco (direttore)
Acquisizioni delle immagini: Beppe Moiso e Tommaso Montonati

Cura del progetto:: Monica Grossi e Elisabetta Reale (direttrici)

Redazione web: Edoardo Garis,
Responsabili progetto: Maria Gattullo e Luisa Gentile

Con il coinvolgimento di tutto il personale di vigilanza della Sezione Corte.

Allineamento metadati con oggetti digitali e pubblicazione nella digital library a cura di


Consulenza archivistica ed editoriale: Augusto Cherchi
Realizzazione della procedura informatica: Alessandro Tarasco